I CONSIGLI DELL'ESPERTO
DOLCIFICANTI SINTETICI
DOLCIFICANTI SINTETICI
D'estate il caldo e l'afa ci fanno sudare! E anche se ci sembra di non sudare traspiriamo molto più che in inverno per poter mantenere la temperatura corporea entro limiti accettabili e per non essere colti dal famoso colpo di calore!
Con la sudorazione o la traspirazione perdiamo liquidi e sali minerali come magnesio e sodio. Queste perdite ci portano a sentire più fortemente il desiderio di bere, ma soprattutto di dissetarci, di soddisfare e placare la nostra sete, e per questo scopo l'acqua spesso non è sufficiente. In effetti la sete dopo una bella sudata, come dopo l'attività sportiva, si placa molto meglio con una bevanda che contenga un po' di zuccheri ed un po' di sali minerali come potrebbe essere un succo di frutta o una spremuta diluita e magari un po' zuccherata. In estate la scelta ricade spesso su tè freddo, acqua e menta, bevande a bassa gradazione alcolica come la birra leggera o meglio analcolica, ma anche molte altre bevande con sapore più o meno acidulo come aranciate e cole.
Queste ultime imbrogliano il nostro cervello! L'acidità data dall'acido citrico aggiunto viene infatti letta dal nostro cervello come un'acidità data dalla presenza di succhi di frutta ricchi anche di sali minerali, di fruttosio, di vitamine...ma al nostro cervello assetato tutte queste sostanze non arrivano, perché in realtà non ci sono, e così tendiamo a berne di più nel disperato tentativo di integrare anche i minerali!
Ma il punto che vorrei toccare oggi non è questo dell'imbroglio!
Il dramma estivo è che per mettere insieme sete, piacere, comodità di acquisto e...la linea, si scelgono molto spesso bevande “light” ovvero quelle bevande che promettono di dare lo stesso piacere delle bevande originali, ma senza apportare calorie all'organismo...e questo lo mantengono...il problema è: a quale costo per l'organismo queste sostanze dolcificano a zero calorie? Ed inoltre...viene dato per scontato che zero calorie voglia dire che non fanno ingrassare...ed allora il conto della serva ci porterebbe a dire:
se io bevo normalmente bibite dolcificate con lo zucchero e le sostituisco con quelle a calorie zero...dovrei pure dimagrire!
...ma questo non accade...vediamo perché.
I dolcificanti ipocalorici sono sostanze chimiche che arrivano nel nostro circolo sanguigno e vengono a contatto con le cellule del nostro organismo portando dei messaggi: da una parte queste sostanze con la loro dolcezza creano nel cervello l'aspettativa che vengano messe a disposizione calorie e zuccheri questa aspettativa disattesa porta alla ricerca di altri carboidrati e quindi in poche parole...usare i dolcificanti di sintesi aumenta la fame! Dall'altra parte alcuni dolcificanti entrano nelle cellule modificando il metabolismo dei grassi e favorendo il mantenimento ed il deposito del tessuto adiposo! Scardinano in qualche modo il nostro metabolismo bruciagrassi!
Qui di seguito infine vi riporto una carrellata ed una breve descrizione dei dolcificanti ipocalorici più utilizzati, tratta dal libro di prossima pubblicazione “Svezzamento secondo natura” ed. Terranuova.
I DOLCIFICANTI “IPOCALORICI”
La lista è abbastanza lunga con soggetti più o meno famosi. Alcuni di questi “dolcificanti” si ritrovano anche in natura come il fruttosio, il sorbitolo, lo xilitolo, la glicina ed il lattosio. Mentre altri vengono ottenuti industrialmente come l'acesulfame K, l'aspatame, la saccarina, i ciclamati, ecc.
Sono sostanze tutte che con pochissime calorie, sviluppano un potere dolcificante più elevato dello zucchero (saccarosio). Vengono utilizzate spesso dai diabetici o da chi vuole perdere peso o, ancora, da chi pensa che tutto sommato lo zucchero fa male, ma non vuole rinunciare al sapore dolce.
Ma le insidie nascoste in questi dolcificanti sono numerose. Da una prima considerazione generale possiamo dire che tutti i dolcificanti senza glucosio portano ad un aumento dell'appetito ed a una produzione, da parte del pancreas, di insulina a vuoto (perché non c'è glucosio da mettere via!). Questa produzione viene stimolata dal sapore dolce, che predispone le persone sane, e quindi anche i bambini, al diabete di tipo 2.
Andando invece nello specifico possiamo scoprire che:
Il fruttosio: è lo zucchero contenuto nella frutta, ma quando viene utilizzato come sostanza dolcificante, sul lungo periodo, causa aumento dei trigliceridi e dell'acido urico (responsabile della comparsa della gotta).
Il sorbitolo (E 420), maltitolo (E965), mannitolo (E421), lactitolo (E966) e lo xilitolo (E 697): sono per metà zuccheri e per metà alcoli (come evidenziato dal suffisso -olo); il loro uso è sconsigliato nei bambini, mentre negli adulti possono causare diarrea se utilizzati in dosi troppo elevate.
La glicina (E640): è un amminoacido che viene utilizzato sia come dolcificante che come esaltatore di sapidità (come il glutammato). Può essere di origine animale.
Il lattosio: zucchero contenuto nel latte dei mammiferi; frequentemente causa gonfiori addominali e diarrea.
L'acesulfame K (E950): è un dolcificante sintetico che ha un potere dolcificante 200 volte superiore al saccarosio. Stimola la produzione di insulina, anche se in misura ridotta rispetto al saccarosio che di conseguenza porta ad ipoglicemia ed aumento dell'appetito. È sospettato, in modo controverso, di provocare danni al DNA.
L'aspatame (E951): è composto da due amminoacidi (acido aspartico e fenilalanina) e da etanolo. L'aspartame è una delle sostanze dall'uso più controverso. Molti studi hanno dimostrato la sua azione cancerogena (linfomi, leucemie, ecc.) sulle cavie, ma non vi sono studi di conferma sull'uomo anche uno studio dell'Istituto Ramazzini, sono stati individuati dei fattori di rischio per la salute umana, soprattutto quella dei bambini. Non vi è chiarezza sul meccanismo che porta l'aspartame a manifestare la sua azione cancerogena sulle cavie; l'ipotesi più accreditata è che l'azione tossica sia svolta dalla liberazione di metanolo e formaldeide. Ricordo invece (vedi capitolo dedicato), l'azione neurotossica di questa sostanza quando associata con alcuni coloranti o con il glutammato. La dose giornaliera ammissibile è di 40 mg/kg di peso corporeo. Può causare cefalee, angioedema, orticaria e panniculite nodulare. Chiaramente se ne sconsiglia l'uso per i bambini.
Il ciclamato (E952): questa sostanza viene eliminata prevalentemente attraverso o i reni e per questo è sospettata di provocare danni renali e, nella cavia, cancro alla vescica. Negli Stati Uniti l' FDA (Food and Drug Administration) ne ha vietato l'utilizzo dal 1987, mentre in Europa la dose massima consigliata è stata diminuita a /mg/ kg di peso corporeo. Oltre a questo il ciclamato può causare: dermatite, prurito, eczema e fotosensibilizzazione.
Utilizzare questi dolcificanti a ridotto contenuto calorico non ha nessun senso, soprattutto nell'alimentazione del bambino. Questi dolcificanti, anche quando innocui per la salute, creano al bambino abitudine a consumare alimenti dolci (caramelle, gomme da masticare, bibite gassate, ecc.), danno un falso segnale all'organismo che si attiva pensando di ricevere un alimento zuccherato e calorico ed invece...lavorerà a vuoto! Questo lavorare a vuoto crea la ricerca di altre sostanze dolci. Di fatto dolcificare con dolcificanti di sintesi, bere bevande light e consumare caramelle senza zucchero... non ha fatto mai dimagrire nessuno, nemmeno negli studi scientifici condotti. I risultati si vedono solamente quando bibite e dolci vengono completamente eliminati dalla dieta.
RICETTINA
TE' VERDE AI FRUTTI DI BOSCO
Dopo tutto questo una ricetta che prevedesse l'uso dei dolcificanti di sintesi proprio non ci stava ed allora ho optato per questa bevanda naturalmente dolce, dissetante, che può aiutare ad avvicinarsi al consumo del tè verde perché riesce a coprirne il sapore amaro.
Ingredienti per un litro d'acqua:
3 cucchiai rasi di infuso di frutti di bosco
1 cucchiaino da caffè di tè verde in foglie
Preparazione:
Portare l'acqua ad ebollizione. Mettere la miscela di frutti di bosco in una campanellina da tè o in un sacchettino per infusioni, posizionarla nella teiera e versare sopra l'acqua bollente. Coprire, aspettare un minuto ed inserire anche il tè verde utilizzando un'altra campanellina o sacchettino. Lasciare in infusione 7/8 minuti. Si può bere caldo oppure freddo anche senza dolcificare.
Materiale di
Dott. Michela Trevisan
Biologa, specialista in scienza dell'alimentazione
mob. 347 87 82 721